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S.Martino: un paese e un Santo
Maria SS. della Colomba
La Chiesa parrocchiale di S. Martino di Taurianova (Reggio
Calabria), situata nella piazza principale del nostro paese
che ha come protettore l'omonimo Santo Vescovo di Tours, è
intitolata a Maria SS. della Colomba.
Già nell'antico Centro della Piana di S. Martino, distrutto
dal catastrofico sisma del 1783, sorgeva un convento
consacrato a Santa Maria della Palomba - di pertinenza dei
Conventuali di S. Francesco e soppresso nel 1653.
Un altro importante cenobio di Santa Maria della Palomba che
ebbe più lunga durata risultava a Messignadi, non lontano da
noi.
La suggestiva immagine della Madonna, il cui viso richiama
la pregevole effigie marmorea cinquecentesca del Gagini
situata nel medesimo tempio sammartinese, reca in braccio
Gesù Bambino con in mano una candida colomba.
I solenni festeggiamenti, che si concludono la prima
domenica di agosto con la partecipazione di tanti nostri
emigranti, quest'anno 2002 coincidono con l'inaugurazione
del restauro interno della chiesa.
La "colomba" dovrebbe simboleggiare l'Arca dell'Alleanza, in
analogia con l'Arca di Noè. Non dimentichiamo che la Santa
Vergine è la Regina della Pace.
Come si può rilevare nella volta antistante l'altare della
Chiesa di S. Martino, la "colomba" rappresenta lo Spirito
Santo.
Nel giorno del battesimo di Gesù si legge infatti: "E mentre
pregava, il cielo si aprì. Lo Spirito Santo discese sopra di
Lui in modo visibile come se fosse una colomba". (Luca III,
21-22).
Molto significativo è l'inno alla Madre Divina:
Stella del mar lucente,
salve, o Colomba, stanza del Dio vivente;
Vergine innocente,
rugiada delle grazie del Signor.
Ed ancora:
Candida per natura,
del Creator prima e più dolce cura;
Immacolata e pura
mansueta Colomba senza fiel.
In un'altra lode si afferma:
Madre della Colomba di San Martino amata,
risuona nel tuo tempio l'eco degli inni alati.
Nel nome Tuo dolcissimo
l'umano sdegno tace,
Regina della pace
Regina dell'amor.
Il mondo oggi ha urgente bisogno di pace. Senza questo dono
celeste, ogni altra cosa è vana.
Ben lo sapeva il Sommo Poeta che si è servito della delicata
sensibilità femminile di Francesca da Rimini per esprimere
il suo profondo desiderio:
Se fosse amico il re dell'universo,
noi pregheremmo lui della tua pace,
poi ch'hai pietà del nostro mal perverso. (Inf. V, 91-93).
La pace nasce però dalla giustizia. Non si tratta di
concetti astratti, entrambi i valori sono insiti nel cuore
di ogni individuo. Tutti siamo chiamati a vivere nella
giustizia e ad operare per la pace.
Lo ha ribadito di recente Giovanni Paolo II, nell'esortare i
numerosi giovani convenuti a Toronto: "Il Vangelo sia il
grande criterio che guida le scelte e gli orientamenti della
vostra vita! …Come il sale dà sapore al cibo e la luce
illumina le tenebre, così la santità dà senso pieno alla
vita, rendendola riflesso della gloria di Dio".
La bellezza e l'armonia che il Creatore ha impresse al mondo
non sono in fondo che un'espressione della Sua libertà e del
Suo immenso amore.
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