Storia e Folklore Calabrese

di Domenico Caruso


S.Martino: un paese e un Santo

La storia della Calabria si rivela tanto suggestiva e densa di avvenimenti da non potersi riportare in scarni appunti.
Il dominio bizantino, verificatosi nella Regione alla fine del IX secolo, aveva segnato un periodo di ripresa e di rinascita.
Per liberare le nostre coste dalle insistenti minacce dei pirati saraceni, i nuovi conquistatori avevano eretto sul litorale torri di vedetta e di difesa.
Sotto l'Impero romano d'Oriente, per cinquecento anni - fino al 1060, si era perpetuata la tradizione culturale greca, latina e cristiana, così differente da quella germanica che altrove si stava diffondendo.
L'esistenza tuttora in Calabria di un'antica comunità linguistica, quella dei Grecanici, nonché numerosi nomi e costumi, traggono origine dall'epoca bizantina. Dobbiamo ai monaci di San Basilio, giunti dalla Sicilia per sfuggire alle persecuzioni arabe, il sorgere di monasteri e di splendide chiese di architettura orientale.
La Regione, intanto, perdeva il vecchio nome Bruttium divenendo Calabria, vale a dire terra d'ogni bene.
Dopo i Bizantini, gli Arabi con le loro scorrerie minacciarono il nostro suolo costringendo le popolazioni ad allontanarsi dalle zone costiere per altre più sicure.
Fu così che i mandriani di Tauriana, scappando verso l'interno, per loro sicurezza si stabilirono di là del fiume Metauro, fondando San Martino (località diversa dall'attuale Frazione del Comune di Taurianova).
Ma una nuova imponente invasione doveva segnare il nostro destino, quella dei Normanni. Questi temibili uomini del Nord, con le loro imprese, influirono sulle nostre condizioni, procurandoci - in seguito - un lungo periodo di vita più ordinata e sicura.
Costituito il ducato di Calabria, infatti, edificarono a Mileto - scelto come capoluogo - la grandiosa Cattedrale e, revocando il primato di Bisanzio, iniziarono a latinizzare il territorio favorendo il monachesimo occidentale.

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