Storia e Folklore Calabrese
di Domenico Caruso



Indice

Storia della Calabria

Folklore calabrese

Poesia dialettale

S.Martino: un paese e un Santo

Fatti straordinari in Calabria

L'autore

Lettere e contributi

La nostra Piana

Da libri, giornali e riviste

Ricordi di scuola

Chi siamo

I gruppi giovanili

Noi siamo le colonne

Vini calabresi

Il nostro Natale

Canti e filastrocche sammartinesi

L’album dei ricordi

Il nostro Natale

La nascita di Gesù è un evento unico della storia che, dopo la fonte evangelica, può trovare la sua giusta espressione nelle parole semplici dei bambini.
L'argomento da noi trattato nella "Poesia dialettale " (v. E' ancora Natale!) e nel "Folklore calabrese" (v. Canti popolari: "Allestitivi, cari amici" e "Li belli festi e li belli Natali"), è ora affidato alla spontaneità dei nostri alunni di ieri e di oggi.
Saranno loro a ricondurci nel pellegrinaggio verso la sorgente della vera luce per celebrare la nuova alleanza di Dio con l'uomo.
Dai vari "giornalini" della scuola elementare di S. Martino - R.C., scegliamo alcune composizioni.


E' nato, alleluia!

Con un decreto, Cesare Augusto ordinò il censimento di tutta la popolazione. Anche Giuseppe e Maria si avviarono verso Betlemme per farsi registrare. Fu così che in una grotta nacque Gesù.
L'Angelo del Signore si presentò ai pastori dicendo: "Vi annuncio una grande gioia, oggi nella città di Davide è nato un Salvatore, che è Cristo Signore".
E mentre i pastori si avviarono a lodare il Divin Pargoletto, i cori celesti cantavano: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà!".

(Ricerca effettuata da Gianluca C. - 3^ B - 3 dicembre 1981).


A Gesù Bambino

O Bambino, Bambinello,
Tu sei nato poverello,
nella squallida capanna
fra le braccia della mamma.

Eri tutto infreddolito,
ricoperto sol di paglia,
a scaldarti, miserello,
c'era il bove e l'asinello.

O Bambino, Bambinello,
Tu concedi tanti doni:
Tu che sei nostro fratello,
Ti preghiam di farci buoni!

(Giusy R. - 3^ B - dicembre 1981).


Nel cuoricino

Nel cuoricino d'ogni piccino
ancora nasce Gesù Bambino.
A Betlemme in una stalla
grande è l'amore della sua mamma.

Cantano gli Angeli festosi in coro
al Creatore ch'è tanto buono:
"Gloria a Dio nel Cielo lassù
e pace ai buoni, caro Gesù!".

(Lavoro di gruppo della 3^ C - dic. 1981).


Il nostro Natale

Il Natale 1990 rimarrà legato ai nostri sentimenti più belli perché l'ultimo della nostra scuola elementare.
Dopo cinque anni trascorsi insieme non sarà facile trattenere la commozione ed è vivo il desiderio di affidare alla carta il nostro pensiero.
E' questo un momento magico, perché si dimenticano l'odio e i dispetti per fare posto all'amore.
Dobbiamo mettere in pratica l'insegnamento che Gesù ci ha dato e ci ha dimostrato nascendo povero tra i poveri e vivendo nell'umiltà.
Il Natale è l'avvenimento più alto e più semplice, la festa più attesa dall'intera umanità.
Mentre rimandiamo alla "Lettera a Gesù Bambino" (v. composizione che segue) che esprime modestamente le nostre preoccupazioni, auspichiamo un domani di pace e di benessere per tutti.
Gli alunni della 5^ A


Lettera a Gesù Bambino

Con questa letterina,
o dolce e buon Gesù,
vorremmo ricambiare
l'amore che dai Tu.

Il mondo non ha pace
se sta da Te lontano:
sarebbe molto bello
un vivere cristiano.

Invece l'egoismo
conduce alla rovina,
salvarci può soltanto
la mano Tua divina.

Si sparge tanto sangue
su questa amara Terra,
si spara nei paesi:
dovunque è aperta guerra.

Sotto i brutali colpi
cadon giovani e vecchi,
i rami rigogliosi
presto divengon secchi.


Ferma Tu innanzi tempo
il braccio di Caino,
in ogni creatura
c'è l'àlito divino.

Di droga pur si muore
nel fiore dei begli anni:
ferma questi incoscienti
che crean tanti danni.

Màndaci nella scuola
gente volenterosa,
di noi che abbia cura
sopra ad ogni altra cosa.

C'è chi promette sempre
senza realizzare,
s'ignora che è un diritto
lo studio e l'imparare.

Quest'anno che lasciamo
la scuola elementare,
ci è dato poco tempo
per scrivere e pensare.

Manda lavoro a tutti,
caro Gesù, ci senti?

E' un mondo troppo iniquo
per chi vive di stenti.

Chi mangia a due ganasce,
chi soffre e non va avanti:
punisci l'ingordigia,
rendi giustizia a tanti.

Fa' diventare onesto
chi sta a governare,
gli scandali ogni giorno
siam stanchi d'ascoltare.

Ed ora benedici
i nostri familiari,
gli amici più fedeli,
i volti a noi più cari.

Ogni bambino viva
in piena libertà
e sia premiato l'uomo
di buona volontà.

Torni la pace in Terra
e dia copiosi frutti:
la fratellanza regni,
sia buon Natal per tutti!

(Lavoro di gruppo coordinato dall'ins. D. Caruso - Classe 5^ A - Dicembre 1990).


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