Storia e Folklore Calabrese

di Domenico Caruso


Folklore calabrese

Dizionarietto dialettale della Piana di Gioia Tauro
(Compresi i Comuni e i principali cognomi)

abbàttari, sm. dal lat. batuere, fiammifero. L’origine, probabilmente, risale al tempo in cui i venditori lungo le vie cittadine invitavano la gente a comprare gli zolfanelli, senza più battere l’acciarino sulla pietra focaia.
abbrisciri, dal lat. albescere, v. intr.: spuntar l’alba, albeggiare; impers.: farsi giorno. Nommu t’abbrìsci domani! (Che tu non possa veder l’alba!).
accattari, v. tr. dal fr. acheter, comprare, acquistare. Accattari ‘u figghiòlu (Partorire). Prov.: Du’ caru accatta e du’ mercatu penza. (Del caro compra e del buon mercato pensa).
accattijari, v. intr. dal lat. capto, intens. di capio: avvicinarsi, accostarsi, andare a vedere; guardare sottecchi, guardare di soppiatto. Accattija ‘nu pocu! (Dai uno sguardo!).
accittu, agg.: zitto; loc. avv.: a bassa voce; accìttu-accìttu, zitto zitto, in silenzio; segretamente; escl.: accìttu! (zitto!). Statti accìttu e non parlari! (Stai zitto!).
addèda, sf. dal gr., sanguisuga, mignatta. Fig.: seccatore; avido, usuraio.
ahhjeri, sm. dal gr. (piccola salvietta), strofinaccio, cencio, canovaccio.
Alessio - Varie famiglie patrizie in tutta Italia portano questo cognome, diffuso e documentato in Calabria fin dal 1202. Anche se da modesto casato, a Paola abbiamo avuto San Francesco - fondatore dell’Ordine dei Minimi, nato nel 1416 e morto a 91 anni a Plessis (Francia). A Taurianova (R.C.) nel 1873 nacque Francesco Sofìa Alessio (v. "I personaggi" nella "Storia della Calabria").
Amato - Cognome diffuso soprattutto nel Sud, specie nel Napoletano e in Sicilia. Originario di Amantea, figura fin dalla metà del 1500 nella Locride e molto tempo prima a Squillace.
ammucciari, dall’ant. fr. mucer, mucher; v. tr.: appiattare, nascondere; rifl.: nascondersi, rifugiarsi, accovacciarsi.
ammucciateda, sf. rimpiattino, nascondino. Gioco infantile per cui uno si nasconde e gli altri lo devono trovare. Canto fanciullesco di S. Martino di Taurianova: Ammùccia ammucciatèda,/ nesci tu, Catarinèda;/ ‘nu piattu di fagioli,/ cu’ mangiau e cu’ no’ mangiau;/ Piripìcchiu vindignàu,/ vindignau cu’ ògghiu e citu:/ nesci tu, massarèdu zzitu! (Nascondetevi: esci tu, Caterinella; un piatto di fagioli per chi ha mangiato e per chi non ha mangiato. Piripìcchio ha vendemmiato con olio e aceto: è il tuo turno, pastorello fidanzato!).
a mmurra, avv. dal gr. mòra (una parte degli eserciti); sp. morro (piccolo monte rotondo); provenz. mourre (piccolo monte): a frotte, a stormi, insieme. Prov.: ‘I cedi a murra mòrinu ‘i fami. (Gli uccelli a stormi muoiono di fame).
annociri, dal lat., v. tr. stordire, intontire; v. intr. nuocere, ledere, pregiudicare.
Anòia - Comune formato da Anoia Inferiore e Anoia Superiore.
Arena - Cognome di famiglie patrizie molto frequente dalla Sicilia al Napoletano e in Calabria - dove fin dal 1131 è attestato un Rogerius di Arena.
àschia, sf. dal gr.; dal lat. volg. ascla per assula (scheggia); pezzo o scheggia di legno.
avanteri, avv. dal fr. avant-hier, ieri l’altro.
bastasu, sm. dal gr. (sollevare, trasportare; quindi "facchino"), persona ineducata, grossolana, sozzo.
Brandi - Cognome diffuso specialmente in Toscana e nel Napoletano. Alla base ha il nome germanico Brando (spada).
bbuccàcciu, sm. dal lat. (bucca, bocca e suff. accr. -accio), recipiente di vetro a bocca larga per olive, marmellate o altro.
bùmbula, sf. dal gr., orciolo.
calandreda, sf. dal lat. medievale (calandra, specie di nave), scarpa rustica, ciocia, sandalo di pelle da pastore. I figghiòli vonnu ‘a calandra (la mammella).
calaturi, sm. dal lat. tardo (calare), companatico.
Càmpolo - Cognome diffuso per lo più nel Reggino, nel Napoletano e in Sicilia. E’ attestato in Calabria nel primo periodo angioino. Alla base ha il toponimo Campoli (BN), derivante dal latino Campulus (piccolo campo).
Candìdoni - Comune. Frazioni e località: Sovereto.
Cannata - Cognome diffuso in Sicilia, nel Napoletano e in Calabria (dove è documentato dall’epoca sveva: Leo Cannatus, nel 1244 a Squillace). Alla base figura un soprannome "Cannata" (brocca per acqua o vino). Una variante è Cannatà.
Caràcciolo - Ampiamente diffuso in Campania, Calabria e Sicilia. Tra le famiglie più nobili e antiche del Regno di Napoli ricordiamo i Caracciolo, conti di Nicastro (1496). Il cognome deriva forse dal lat. medievale carazolum (carroccio, carro con vessillo).
Carbone - Diffuso in tutta Italia. Famiglie notabili fiorirono a Napoli, in Sicilia e in Calabria (dove è attestato fin dall’epoca normanna: Theodorus Carbunes, nel 1133 a Stilo). Alla base è un soprannome o un nome di mestiere formato con carbone.
Caruso - Figura fra i primi cognomi, in ordine di frequenza, specialmente in Sicilia. Dall’isola, dove una famiglia feudale è presente nel Quattrocento, si sarebbe diffuso in tutto il Meridione. Nel Trecento i Caruso furono funzionari e notai.
catafùmaru, sm. dal lat. (fundus, fondo) e prefissoide cata (gr. katòs, sotto), stamberga, locale sotterraneo.
ceramida, sf. dal gr., tegola.
cerasu, sm. dal gr., ciliegia. Prov.: Chiàcchiari ‘ndi po’ fari e non cchiù arrisi; amura ‘ndi po’ mangiari e non cerasi. (Puoi fare chiacchiere ma non più risa; puoi mangiare ancora more ma non più ciliegie).
Cianci - Cognome presente nel Reggino, nel Napoletano, in Basilicata e in Sicilia. Alla base ha forse un soprannome formato dalla voce napoletana ciance (moine) o il nome personale di origine spagnola Sancho nella variante Ciancio.
cìciari, sm. dal lat. cicer, cece. Prov.: Du’ cìciari ‘u brodu e du’ prèviti ‘a soru. (Dei ceci preferire il brodo e del prete la sorella).
Cinquefrondi - Comune.
cirma, sf. dal gr., sacco. Nella forma diminutiva cirmeda, sacchetto (per la raccolta delle olive).
Cittanova - Comune.
Còppola - Cognome molto diffuso nel Meridione. Alla fine del Cinquecento una famiglia Còppola risulta ascritta al seggio nobiliare di Portarotese, a Salerno. Alla base vi è un soprannome derivato dalla parola còppola (berretto tipico del Sud).
Cosentino - Cognome molto frequente in Campania, Sicilia e Calabria (dove un Philippus Cusentinus è documentato in epoca sveva, nel 1193 a Briatico). Deriva dall’etnico Cosentino (di Cosenza).
Cosoleto - Comune. Fraz. e loc.: Acquaro, Sitizano.
cotradu, sm. dal lat. mediev. con spostamento di significato (quatrale, misura di volume), oppure dal lat. (quartus, quarto; quartarius, usato originariamente come nome proprio; quatrarius, di quattro anni), bambino, fanciullo, ragazzo.
crisara, sf. dal gr. (cernere, separare), crivello.
crivu, sm. dal gr. vedi "crisara". Detto: Pari ‘u cìciari ‘ndo crivu. (Non sta mai fermo; va gironzolando).
Dato - Presente in alcuni centri del Reggino, a Cosenza, a Napoli e in Sicilia. Cognome patronimico derivante dal nome Dato (Deodato).
De Bartolo – Cognome diffuso nel Cosentino e nelle altre regioni del Sud. Ha alla base il nome Bartolo (abbreviaz. di Bartolomeo).
Delianuova - Comune.
De Luca - Diffuso in tutta Italia e frequente nel Sud. In Calabria il cognome è attestato a Bisignano nel periodo 1259-69 con Robertus de Luca. E’ un patronimico, con alla base il nome Luca (latino Lucas).
De Marco - Cognome diffuso, con varia frequenza, in tutta Italia. Una famiglia patrizia fiorì a Morano. Alla base vi è il nome personale, di tradizione cristiana, Marco.
Espòsito - Molto diffuso nel Sud e tipico di Napoli. Deriva dal nome comune esposito (denominazione dei bambini abbandonati), che in passato veniva imposto come cognome.
Feroleto della Chiesa - Comune. Fraz. e loc.: Plaesano.
Ferraro - Tra i più frequenti e diffusi nel Sud, con prevalenza di Ferrari (al 2° posto nel 1979 tra i cognomi italiani nel Nord). I Ferraro nel 1645 facevano parte del seggio dei nobili di Bisignano. In Calabria è documentato in epoca normanna, a Cerchiara nel 1180 (Constantinus Ferrarius).
Ferro - Cognome molto diffuso in tutta Italia. In Calabria è documentato in epoca sveva, nel 1227 (Johannes de Ferro). Deriva da nomi o soprannomi con alla base ferro.
frati, sm. dal lat. frater, fratello.
Gàlatro - Comune.
Gallo - Diffuso in tutta Italia, con alta frequenza nel Meridione. Una famiglia patrizia con questo cognome fiorì a Tropea. Alla base vi è il nome Gallo (documentato dall’VIII sec. come Gallus), derivato da un soprannome connesso con gallo).
Gattuso - Cognome ben diffuso del Sud, tipicamente calabro-siculo. In origine è un soprannome derivato da gatto.
gefrata, sf. dal gr. (improprio "saurata"), lucertola. Prov.: Mègghiu testa di gefrata e no’ cuda di leuni. (Meglio testa di lucertola e non coda di leone).
Gerace - Diffuso con varia frequenza in tutta la Calabria, dove il cognome è documentato dall’epoca normanna: Guglielmus de Hieracio (a Oppido, nel 1188). Ha alla base il toponimo Gerace (R.C.), dal greco Ierakion (falchetto).
Giffone - Comune.
Giglio - Cognome diffuso con varia frequenza in tutta Italia. Troviamo una famiglia patrizia Giglio in Sicilia. Alla base vi è il nome personale, derivante da quello comune del fiore, simbolo di purezza.
Gioia Tauro - Comune. Fraz. e loc.: Villa Cordopatri.
Giordano - Molto frequente in tutta Italia. Una famiglia patrizia Giordano ha goduto nobiltà in Cosenza. Alla base del cognome è il nome personale, di tradizione cristiana, lo stesso del fiume Giordano (dall’aramaico: fiume a due rami).
Greco - Molto diffuso in tutta Italia. In Calabria il cognome è attestato già in epoca normanna e sveva: Joannes Graecus a Serra S. Bruno nel 1131. Deriva dall’etnico greco (della Grecia).
jesti, ind. pres. 3^ pers. sing. del v. lat. esse: "est", è.
jiti, dall’imperativo lat. ite, andate.
Laureana di Borrello - Comune. Fraz. e loc.: Bellàntone, Sant’Anna.
Lauro - Diffuso in Campania e, con varia frequenza, in diversi centri della Calabria. Una famiglia patrizia (di) Lauro ebbe nobiltà in Amantea e altrove. Alla base del cognome può essere il nome personale Lauro (dal latino laurus, alloro) o il toponimo Lauro.
Longo - Molto diffuso in tutta Italia. Originari di Cava, i Longo erano ascritti nel 1515 al sedile di Portanova a Salerno; gli stessi godettero nobiltà anche a Cosenza. Il cognome è documentato in Calabria già in epoca sveva: Guillelmus Longus, a Torano nel 1259-69. Ha alla base un soprannome formato da lungo (con riferimento alla statura).
magara, sf. dal gr., strega. Detto: Jiè ‘na magara. (E’ una donna che ammalia).
Màngano - Molto frequente in Sicilia ed esteso alla Calabria. Il cognome ha alla base un originario soprannome o nome di mestiere formato da màngano (macchina a cilindri per lisciare e rendere più morbidi panni e tessuti).
manìcula, sf. dal lat. medievale (manipula), cazzuola dei muratori.
Marano - Diffuso in tutto il Sud. Famiglie patrizie fiorirono a Napoli e a Cosenza. Alla base il cognome ha il toponimo Marano, dal latino Maranus, cioè (Pagus) Maranus (villaggio che appartiene a Mario).
Marino - Diffuso con alta frequenza in tutta l’Italia. Il cognome nella nostra regione è documentato già all’epoca dei primi Angioini: Rogerius de Marino (Cetraro, 1327). Deriva dal nome Marino, già esistente nell’onomastica latina (Marinus) o dall’aggettivo marino (da mare).
Maròpati - Comune. Fraz. e loc.: Tritanti.
Martino - Molto diffuso in tutta Italia. In Calabria è documentato fin dall’epoca sveva: Joannes Martinus (Nicotera, 1203). Il cognome ha alla base il nome Martino (dal latino Mars Martis, dio della guerra), diffusosi con il culto di S. Martino di Tours.
Melicuccà - Comune. Fraz. e loc.: Valli.
Melicucco - Comune. Fraz. e loc.: San Fili.
Molòchio - Comune. Fraz. e loc.: Passo di Càncelo.
mpurriri, v. intr. dal fr. pourrir, marcire.
Napoli - Diffuso con altissima frequenza nel Sud. Famiglie patrizie fiorirono nella prov. di Salerno e di Caserta, nonché in Sicilia. Alla base del cognome è il toponimo Napoli.
nchimari, v. tr. dal gr. (allacciare), imbastire.
nsurari, v. tr. dal lat. uxor (sposa), unire in matrimonio.
Oliverio - Diffuso in tutta Italia. Una famiglia patrizia fiorì a Cutro, a Crotone e a Nicastro. In Calabria è attestato fin dall’epoca sveva: Rogerius de domino Oliverio (Appio casale di Bisignano, 1259-69). Il cognome è un patronimico con alla base il nome, di origine francese, Oliviero (da olivo).
Oppido Mamertina - Comune. Fraz. e loc.: Castellace, Messignadi, Piminoro.
Orefice - Diffuso nel Sud, specie nel Napoletano: è spesso il cognome di famiglie israelitiche italiane. Una famiglia nobile è fiorita a Napoli e in Sicilia. E’ attestato in epoca angioina: Goffridus de Aurifice (Cassano, 1324). Ha alla base il nome di mestiere orefice.
Palmi - Comune. Fraz. e loc.: Lido di Palmi, Monte Sant’Elìa, Palmi Stazione, Pietrenere, San Fantino, Taureana.
Parisi (o Parise) - Diffuso largamente nel Centro-Sud. Famiglie patrizie fiorirono in Sicilia, a Reggio Cal. e a Cosenza. In Calabria il cognome è attestato già in epoca sveva: Robertus Parisi (Aieta, 1198). Deriva dal nome e soprannome di origine etnica Parigi.
pascarella, pascuni, sf. e m. voce mutuata dall’agricoltura (pascune, pascolo; lat. pascuum), scampagnata del lunedì di Pasqua; pasquetta.
Pellegrino, Pellegrini - Diffuso con alta frequenza in tutta Italia. Una famiglia patrizia fiorì in Sicilia. In Calabria è attestato già in epoca sveva: Donatus de Peregrino (Appio casale di Bisignano, 1259-69). Il cognome ha alla base il nome comune pellegrino, in uso nel Medio Evo per indicare chi si recava per devozione a visitare Roma o altri luoghi sacri cristiani.
Perri - Diffuso con varia frequenza in tutta la Calabria. E’ menzionata dal Pacichelli una famiglia nobile di Martirano. Il cognome ha alla base il nome Pietro, di cui è una variante (francese Pierre).
Perrone - Diffuso con alta frequenza in tutta Italia. Famiglie di questo cognome godettero nobiltà in vari luoghi della Calabria, dove i Perrone sono presenti fin dall’epoca sveva: Nicolaus de Perrono (Bisignano, 1259-69). Deriva da Pietro di cui è accrescitivo.
petrusinu, sm. dal gr., prezzemolo. Detto: Jiesti petrusinu d’ogni minestra. (Va bene dappertutto; persona che s’impiccia di tutto).
Pìccolo - Diffuso in tutta Italia e con alta frequenza nel Napoletano. Il cognome è attestato in epoca normanna: Johannes Piczolus, a Capua nel 1165. Deriva dal soprannome Piccolo.
Pignataro - Diffuso, con varia frequenza, nel Meridione. Una famiglia nobile Pignatari fiorì a Genova. Il cognome deriva da un soprannome che indica mestiere: vasaio.
pìgula, sf. dal lat. (picula, per piculus dim. di picus - uccello fatidico), civetta; fig.: menagramo. Prov.: No’ undi sedi, ma undi meri ‘a pìgula feri. (Non dove si posa, ma dove guarda la civetta è di cattivo augurio).
Pinto - Molto diffuso nel Sud. Una famiglia aristocratica è ascritta, alla fine del Cinquecento, al seggio di Portanova, in Salerno. In Calabria, il cognome è presente fin da epoca sveva: Joannes Pintu (Nicotera, 1204). Deriva dall’antico aggettivo centro-merid. pinto (dipinto).
Pisani, Pisano - Diffuso in tutta Italia e maggiormente nel Napoletano e nel resto del Sud peninsulare. Rami notabili figurano in varie parti del Meridione. Il cognome è attestato fin da epoca normanna: Johannes Pisanus (Luzzi, 1191). Deriva dall’etnico Pisano (di Pisa).
Polìstena - Comune.
Polìti - Diffuso, in modo sparso, in Calabria; presente anche in Sicilia, nel Salento e nel Napoletano. Famiglie nobili figurano in Calabria, dove è attestato fin dall’epoca angioina: Nicolaus Politi (Taverna, 1324). Il cognome deriva dall’etnico neogreco Polites, adattato in Politi (cittadino, oriundo di Costantinopoli, di Bisanzio).
Renda - Appare con varia frequenza nel Meridione. Famiglie nobili fiorirono a Nicastro e a Bisignano. In Calabria è attestato già in epoca normanna: Michele de Renda (S. Marco, 1122). Ha alla base il toponimo Rende.
rizza, sf. dal gr., radice. (Si pronunzia con la z dolce, come "bizza"). Detto: Jiè‘na rizza. (E’ uno zuccone, una persona di scarsa intelligenza).
Rizzìconi - Comune. Fraz. e loc.: Cannavà, Cirello, Drosi.
Rizzo - Diffuso con varia frequenza in Calabria; presente anche in Basilicata, Campania e Sicilia. Famiglie patrizie fiorirono in Puglia, a Napoli e in Sicilia. In Calabria è attestato già in epoca normanna: Basilius Ritzus (Stilo, 1133). Il cognome ha alla base un soprannome formato con "riccio", "dai capelli ricciuti" (in dialetto rizzo).
rocina, sf. dal fr. raisin, uva.
Romano - Molto diffuso in tutta Italia, specialmente nel Sud. Una famiglia patrizia, originaria di Sorrento, si diramò a Tropea e a Rossano. Il cognome ha alla base l’etnico Romano (di Roma).
Romeo - Diffuso in tutta Italia, con frequenza molto alta a Reggio Calabria. Tra le famiglie notabili, quella di Randazzo (CT) e quella di Serino (AV) nel 1638. Il cognome deriva da romeo (nome che nel Medio Evo indicava il pellegrino con meta Roma o Terra Santa).
Rosarno - Comune. Fraz. e loc.: Bosco.
ròsula, rùsoli, sm. pl. dal lat. mediev. (rasula, escoriazioni causate dal freddo), lat. (rosula) o gr. (rossastro), geloni.
Ruggiero - Diffuso con media frequenza in tutta Italia; prevalente a Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria. Un’antica famiglia patrizia fiorì a Salerno. Alla base del cognome è il nome di origine germanica Ruggiero (lancia gloriosa) già in uso nel Medio Evo.
Russo - Variante di Rosso o Rossi. Russo è proprio del Sud. Vari ceppi familiari godettero di nobiltà. In Calabria il cognome è presente fin dal XII sec.: Thomas Russus (Nicotera, 1198). Ha alla base il nome Rosso, derivato da un originario soprannome (in relazione al colore dei capelli o ad altro).
San Ferdinando - Comune.
San Giorgio Morgeto - Comune.
San Pietro di Caridà - Comune. Fraz. e loc.: Prateria, San Pierfedele.
San Procòpio - Comune.
Santa Cristina d’Aspromonte - Comune. Fraz. e loc.: Lubrìchi.
Sant’ Eufèmia d’Aspromonte - Comune.
Santoro - Molto diffuso nel Sud, dove in passato fiorirono famiglie patrizie. Il cognome è attestato già in epoca sveva: Brittoldus Sanctoro (Bisignano, 1259-69). E’ la trasformazione dell’originario nome medievale Santoro, tratto dalla denominazione latina Dies festus o Ecclesia Sanctorum omnium (festa o chiesa di tutti i Santi).
scannaturi, sm. dal lat. med. (scannare, uccidere tagliando la canna della gola), coltellaccio per uccidere il maiale.
Scarcella - Diffuso, sporadicamente, nel Meridione e in tutta Italia con la variante Scarsella. Un Rinaldo Scarcella di Napoli è attestato in Calabria nel 1460 circa. Il cognome ha alla base un soprannome e nome di mestiere formato da scarsella (borsa) o un toponimo.
Scido - Comune. Fraz. e loc.: Santa Giorgìa.
scifu, sm. dal gr. (tazza o recipiente di legno), trògolo.
secra, sf. dal gr. volg., opp. dall’arabo (sikla), bietola.
Seminara - Comune. Fraz. e loc.: Barritteri, Paparone, Sant’Anna.
Serrata - Comune.
simana, sf. dal fr. semaine, settimana.
Sinòpoli - Comune. Fraz. e loc.: Sinòpoli Inf., Sinòpoli Vecchio.
Sollazzo - Distribuito con varia e sparsa frequenza in Calabria, ma con prevalenza sul Tirreno cosentino e in provincia di Reggio. Presente anche nel Napoletano, in Basilicata e nel Salento. Il cognome ha alla base un soprannome formato con sollazzo (sollievo, divertimento).
soru, sf. dal lat. soror, sorella.
Spataro - Diffuso con varia frequenza in tutto il Sud. Una famiglia patrizia Spadaro fiorì a Messina. In Calabria il cognome è attestato fin dall’epoca normanna: notarius Andreas Spatharius (Rossano, 1086).Alla base è il nome di mestiere spadaro (fabbricante di spade).
Spinelli - Molto diffuso nel Meridione. Un’antica e nobile famiglia fiorì nel Regno di Napoli. Nel Sud il cognome è attestato in epoca angioina: Ludovicus Spinellus (Giovinazzo - BA, 1332). Varia può essere l’origine: il nome Ospinello (eroe dell’epica carolingia), il diminutivo del nome Spino, un soprannome formato da spinello (specie di squalo), un toponimo.
spinnari, v. tr. dal lat. (penna), togliere le penne, spennare; intr.: perdere le penne; rifl.: disperarsi.
spinnu, sm. dal lat. (spes) o dal gr. (desiderio), vivo desiderio, brama.
spìnsaru, sm. dall’ingl. (spencer), giubbetto da donna, camicetta.
Sposato - Diffuso con varia frequenza in tutta la Calabria, con prevalenza nella provincia di Cosenza; presente anche nel Napoletano. In Calabria è attestato già in epoca angioina: Nicolaus Spusatus ( Cerenzia, 1324). Alla base del cognome è un soprannome formato da sposato (ammogliato).
Squillace - Diffuso nel Sud-Ovest, specialmente in Calabria, e con alta frequenza anche in Campania e Sicilia. In Calabria il cognome è attestato già in epoca sveva: Guarinus de Squillacio (Squillace, 1325). Alla base è il toponimo Squillace, di origine greca.
sumpèssera, sf. dal gr. (vedi "sumpèssaru"), suocera.
sumpèssaru, sm. dal gr. (compadre), suocero.
Surace - Diffuso con varia frequenza in tutto il Sud e maggiormente a Reggio e provincia. In Calabria il cognome è attestato già in epoca angioina: Johannes Surachius (Reggio, 1310). Per l’origine il Rohlfs propone il confronto con il cognome greco Soraki.
taradita, sf. dal gr., nòttola, pipistrello. Detto: Pari ‘na taradita. (Dicesi di una ragazza esile e svelta).
Taurianova - Comune. Fraz. e loc.: S. Martino, Amato, Pegàra, Donna Lìvia, Feudotti.
Taverna - Diffuso con bassa frequenza in tutta Italia. In Calabria il cognome è attestato in epoca angioina: Jacobus de Taberna (S. Severina, 1326). Alla base è il toponimo Taverna (che anticamente significava "stazione per cavalli").
Terranova Sàppo Minulio - Comune. Fraz. e loc.: Scroforìo.
tiraturi, sm. dal lat. med. o dal franc.(tiroir), tiretto, cassetto.
Toscano - Diffuso in tutta Italia, con più alta frequenza in Campania e Calabria dove è attestato fin dall’epoca normanna: Rinaldus Tuscanus (Cosenza, 1188). Famiglie nobili fiorirono a Taranto, Rossano, Cosenza e S. Marco Argentano. Cognome che ha alla base l’etnico Toscano (della Toscana).
Varapòdio - Comune.
zzilla, sf. dal lat. (A)silus (tafano) o dal gr.: stizza, bizza; lite, rissa.
zzinna, sf. dal lat. (col cambiamento della p in z) o dal gr.: piccola scheggia, bruscolo.
zzinnu, sm. dal lat. (con camb. di cons.), piccola parte, un po’.
zzipàngulu, sm. dal gr. (anguria di giardino), cocomero, anguria. Indovinello: E’ tundu e non è mundu,| è acqua e non è funtana,| è virdi e non è erba,| é russu e non è focu. (E’ tondo e non è mondo,| è acqua e non è fontana,| è verde e non è erba,| è rosso e non è fuoco).
zzitu, sm. dal gr. (cercare; cercare la sposa), fidanzato. In una filastrocca si dice: "Ti ricordi quand’èramu zziti,| ‘ndi mangiàvamu ‘i ccicculati,| ora chi simu maritati| pani ‘i mìgghiu e vastunati!". (" Ricordi: da fidanzati ci scambiavamo i cioccolatini, ora da sposati ci toccano pane di mais e persino bastonate!").

(continua)

Si autorizza la pubblicazione su Internet dei contenuti del presente sito, previa esplicita citazione della fonte.

Copyright © 1996 Domenico Caruso