Storia e Folklore Calabrese

di Domenico Caruso


Fatti straordinari in Calabria

La particola insanguinata di Maròpati

Era l'anno 1263 ed un prete boemo in viaggio verso Roma, tal Pietro da Praga, nutriva dei dubbi sul mistero della transustanziazione, cioè sulla verità di fede riguardante l'Ostia consacrata che racchiude realmente il corpo di Cristo.
Così, mentre si trovava a Bolsena (in provincia di Viterbo) a celebrare la S. Messa, la particola consacrata che teneva in mano cominciò improvvisamente a stillare sangue, tanto sangue da inzuppare il lino del corporale e gli altri indumenti sacri. Perfino il pavimento si coprì del prezioso liquido.
Impressionati, il sacerdote e la gente di Bolsena portarono i paramenti così macchiati in solenne processione dal papa Urbano IV che in quel tempo risiedeva ad Orvieto.
Questi riconobbe subito il miracolo ed istituì la festa del Corpus Domini (il giovedì del 60° giorno dopo la Pasqua).
Fu, quindi, fatto erigere un tempio di particolare splendore per custodire degnamente dentro un prezioso reliquiario il Santissimo Corporale.
La prima pietra della Cattedrale di Orvieto, benedetta dal papa Nicolò IV, fu posta il 13 novembre 1290.
Alla realizzazione dell'opera, per ben due secoli, centinaia di famosi artisti offrirono la loro collaborazione.
A Bolsena, invece, ogni anno per la ricorrenza viene allestita per le vie cittadine la caratteristica infiorata, un lungo tappeto di quadri floreali sul quale camminerà la processione che porta una reliquia del pavimento macchiato di sangue. Il miracolo fu oggetto anche di un famoso affresco (1512-14) di Raffaello che si può ammirare in Vaticano.

Un fenomeno analogo di minore portata, che non ha suscitato - s'intende - la vasta risonanza di Bolsena, si verificò nel 1974 ad una ventina di chilometri da San Martino di Taurianova.
Chi volesse attingere testimonianze in merito può recarsi nella Chiesa parrocchiale di S. Giorgio Martire in Maròpati, un piccolo Comune di circa 1500 abitanti della provincia di Reggio Calabria. In tale chiesa, la mattina del 3 novembre di 26 anni or sono, furono celebrate quattro SS. Messe, l'ultima delle quali a mezzogiorno da mons. Saverio Ferina di Monreale (PA) per i suoi 50 pellegrini giunti da Maletto (Catania).
Il motivo di tanto interesse era il quadro raffigurante la "Madonna del Rosario" in casa Cordiano a Maròpati, che il 3 gennaio 1971 cominciò a versare lacrime di sangue.
Verso le 13,30 la signorina Concettina Tracuzzi di 23 anni del luogo, per incarico della sorella del parroco, si era recata in Chiesa per porre sull'altare due vasi di fiori. Si attendeva per il pomeriggio l'arrivo di altri pellegrini provenienti da Milano.
Nel sistemare i vasi la signorina aveva notato sulla mensa dell'altare, a breve distanza dalle ampolle, una particola sporca. Nel dubbio che fosse consacrata, tornò in canonica a riferirlo all'Arciprete, don Eugenio Anile. Questi andò per accertarsi del fatto e, con sorpresa, vide nell'Ostia 23 strisce di sangue fresco.
Sentì l'obbligo, quindi, di avvertire per telefono don Ferina che aveva celebrato l'ultima S. Messa e a quell'ora si trovava a Rosarno per il pranzo coi pellegrini.
Apprese così che l'Ostia non era consacrata.
Poco dopo, l'Arciprete la chiuse in una teca ed andò dal mons. per farla vedere.
Don Ferina volle fotografare la particola insanguinata che anche i pellegrini poterono osservare. Lo stesso fecero i milanesi giunti nel pomeriggio a Maròpati.
L'8 dicembre 1974 si volle mettere sulla mensa dell'altare l'urna di vetro con la particola. E qui si verificò un nuovo prodigio.
Durante la Messa delle ore 10 più di cento pellegrini ed il celebrante, come per il fenomeno di levitazione, non sentirono il peso del proprio corpo. Da allora al parroco di Maròpati cominciarono a pervenire numerose lettere, con le quali s'informava di segni eccezionali che i fedeli ottenevano per mezzo dell'Ostia.
Il 14 agosto 1980, per ordine superiore, la particola venne consumata da due sacerdoti e due donne alla stessa ora in cui fu trovata.

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